Intervista a Maurizio Iorio
Lo zingaro del gol! Questo il soprannome che i giornali e i media dell’epoca avevano dato a Maurizio Iorio, attaccante molto tecnico e prolifico. Passato dalle giovanili del Vigevano al Foggia dove fa il suo esordio in serie A. Successivamente va al Torino di Pulici e Graziani che lo acquista per un miliardo e mezzo, una cifra mostruosa per quei tempi. Prima di arrivare alla Roma con cui vincerà lo scudetto, si afferma nell’Ascoli e nel Bari, città quest’ultima che gli rimarrà nel cuore. Nato e cresciuto a soli 200 metri dallo Stadio di San Siro da ragazzo andava a vendere le caramelle e le bibite allo stadio pur di poter vedere il suo idolo Gianni Rivera. Personaggio poliedrico, alla fine della sua carriera di calciatore professionista, che lo vedrà anche partecipare con la nazionale alle Olimpiadi di Los Angeles, diventa commentatore sportivo per le prime payTv, imprenditore e, soprattutto, giocatore di beach soccer. In questo nuovo mondo, dove gioca con i grandi campioni del passato, emerge per le sue doti acrobatiche e spettacolari. Una famiglia di americani di Filadelfia, impegnata ad investire sulla crescita del Beach Soccer lo sceglie come responsabile per l’Italia e l’Europa. L’incontro con Eugenio Marchina prima e con ASI Nazionale poi rappresenta un ulteriore crescita per Maurizio Iorio e la sua attività del Beach Soccer. All’orizzonte si intravede la possibilità di organizzare i primi campionati del mondo presso le strutture di Sharm El Sheik di Domina.
